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    June 06

    James Land

    James Land era un professore di Storia dell’Arte. Insegnava alla Virgil School di Naples, USA. Era il primo giorno di scuola quando, dopo essere entrato, si presentò alla sua nuova classe. “Buongiorno ragazzi. Sono James Land, il vostro nuovo professore di storia dell’Arte. Oggi vi spiegherò il Baldacchino di San Pietro del grande Bernini. Ora vi detto gli appunti”.

     

    “The St. Peter’s Baldachin is an archisculture. It isn’t a simple mental construction, it isn’t a persuasive occupation of the space, it is the feeling that occupies space.”

    Il Baldacchino di San Pietro è un archiscultura. Non è una semplice costruzione mentale, né un occupazione persuasiva dello spazio, è il sentimento che prende spazio.”

     

    Tutti lo guardavano come se parlasse arabo. Che significava ciò che aveva detto? Nessuno lo aveva compreso.

    “Scusate ragazzi, ma devo andare a fare una commissione. Frankie Covie, detta tu il resto degli appunti.”

    Frankie Covie iniziò a dettare ma la calligrafia degli appunti del professore sembrava arabo. Quando il professore se ne andò, chiese “c’è qualche egittologo in questa classe? Perché non si capisce niente”. Lo studente numero 27, tale Head, si alzò “Sono un genio, tengo 10 in tutte le materie, figuriamoci se non riesco a capire una calligrafia!” pensò. Tentò di capire il testo.

     

    Allora “Il baldacchino fonde architettura e scultura in un organismo … puzzolente…no pulsante forse… Non si capisce bene. Poi pulsante… non mi convince molto

    Head continuò a decifrare i geroglifici del professore “La melma dell’opera… cioè il marmo dell’opera venne sottratto al Penteleon… cioè Pantheon causando l’ira dei rumeni… no rumeni non può essere… Romani che gridarono allo scandalo

    L’opera fu l’apice dell’arte di Bernini, sconvolgendo i… contemporanei testimoni… della visione dello spazio … che annulla i confini tra … massa e atmosfera? E che significa?

     

    Nessuno aveva compreso l’opera. Sembrava più uno scritto di Hegel che la descrizione chiara di un opera d’arte. A complicare le cose era la calligrafia incomprensibile del professore. Quando tornò il professore chiese “Avete finito con gli appunti?”

    “Professore ma che significa il fatto che il sentimento prende spazio?” “Bè considerando l’ontologia trascendentale dell’essere noumenico e la gnoseologia panlogistica del Bernini…

    “Drin”

    “Ah è finita l’ora poi finisco di spiegartelo. A presto ragazzi”

     

    Venne l’ora successiva Philomene Boschy, la professoressa di filosofia. “Professoressa, mi spiegate nell’opera del Bernini il Baldacchino che significa Il sentimento che prende spazio?”

     Ah probabilmente secondo l’ontologia panlogistica di Hegel nell’antitesi lo spirito assoluto per affermarsi si nega in quanto tale, creando la materia. La materia è una manifestazione effimera e paradossale dello spirito, il non essere. Il sentimento per affermarsi nell’antitesi si nega in quanto tale diventando concreto nell’archiscultura.

    Mentre la professoressa parlava, tutti si addormentarono. La professoressa si arrabbiò. “Invece di poltrire dormiglioni che non siete altro, studiate la filosofia. Vergogna! Non siete menti aristocratiche! Louis Iaccarine togli tutto ciò che non è filosofia.”

     

    Il giorno dopo il professor Land notò che in classe c’era una nuova studentessa e la chiamò.
    “Numero 14, come ti chiami?”
    “Monna Lisa Hassanien”
    “Monna Lisa non è un nome. Il tuo vero nome è Nahil e quando io sono in classe devi chiamarti così”
    “E’ il soprannome che mi ha dato mio padre”
    “Lui non ha il diritto di chiamarti così. Che lavoro fa tuo padre?”
    “E’ scultore e architetto”
    “Ah bene quindi fa statue e palazzi, non è così?”
    “Si, certo”
    “Quindi è un archiscultore. Sai che cos’è un archiscultura?”
    Nahil non rispose.
    “Incapace di dare una definizione di archiscultura! Incredibile! C’è qualcuno che lo sappia? Littlehome, rispondi al posto di Nahil.”
    “L’archiscultura – disse Michael Littlehome – non è una semplice costruzione mentale, né un occupazione persuasiva dello spazio, ma è il sentimento che prende spazio”.
    “Bene – disse Land- Nahil, ora sai cos’è un archiscultura”.

     

    Il giorno dopo James spiegò in poco tempo Borromini e passò a Canova. “Ora studieremo Amore e psiche, un opera molto profonda e bella”

    “Amore e Psiche è un opera del Canova. Amore tiene in braccio Psiche che ha appena bevuto un filtro che la farà dormire per sempre. Amore è disperato perché pensa di aver perso definitivamente la sua amata. Le due figure si intersecano formando una x morbida e formosa che da luogo all’opera che vibra nello spazio    

    Ancora una volta nessuno capì molto. Che significa “L’opera che vibra nello spazio”? Qualcuno ipotizzò scherzando che l’opera vibrasse nello spazio perché c’erano i telefonini dentro. Boschy, alla domanda di qualcuno sul senso della frase, “Eh, è lo slancio vitale, l’elan vital, che fa vibrare l’opera!!!”.

     

    James Land un giorno entrando in classe disse.
    “Ora facciamo un po’ di pratica. Oggi vi insegnerò a scolpire una statua”.
    E così tutta la classe si mise all’opera per fare la loro prima scultura. Il soggetto dell’esecuzione era, manco a dirlo, il professor Land. Alla fine dell’ora Land controllò i lavori.
    “Louis I., la tua opera fa schifo! Non vibra nello spazio! 4 ti meriti!”
    “E che dovevo fare per farla vibrare nello spazio, ci dovevo mettere il mio telefonino dentro?
    “Non fare lo spiritoso! Se eri bravo come il Canova, la facevi vibrare! Ma non sei Canova, quindi 4 ti meriti”.
    Poi andò a vedere l’opera di Covie.
    “Ma questo non sono io! E’ bruttissima! Le forme non sono armoniche ma rotte!”
    “Eh infatti! Volevo fare un opera cubista!”
    “Io ti avevo chiesto invece un opera classica quindi sei andato fuori tema. 3 ti meriti.”
    Poi andò a vedere quella di Michael Little Home.
    “Bellissima! Sembra un organismo pulsante, plastico! 8!”. 

     

    Gli anni passarono e le lezioni “strane” continuarono tra frasi il cui il senso era oscuro e spiegazioni alla Hegel. James Land era ormai soprannominato l’”Oscuro” perché come Eraclito (e Hegel) le sue spiegazioni erano pressoché incomprensibili. Erano i primi giorni di giugno quando Land decise di fare le medie.

    Aveva deciso in maniera stranissima di considerare non solo i voti del secondo quadrimestre ma anche quelli degli anni passati, dei disegni geometrici del biennio e persino i voti delle medie. Decise di contattare i vari professori delle medie e chiedere loro i voti degli alunni. Di conseguenza si ebbero brutte sorprese con alcuni dei migliori che ebbero voti inferiori alle aspettattive (es. Michael Little Home e Louis Iaccarine).

     

    Alcuni addirittura si arrabbiarono talmente tanto con Land che imbrattarono i muri della scuola scrivendo "Land infame". Land ovviamente si arrabbiò e scatenò un putiferio:

    Richiedo che venga assolutamente tolta quella scritta ingiuriosa e si trovi il responsabile di questo atto vandalico. Tra l’altro, oltre ad offendermi, hanno pure rovinato la visione dello spazio della scuola: ora infatti non annulla più i confini tra massa e atmosfera! E’ una cosa vergognosa!”.

    Philomene Boschy, docente di filosofia, disse “Hai ragione James! Mi dispiace devi avere una coscienza infelice per questo atto di vandalismo! Sai cos’è una coscienza infelice? E’ la coscienza di sé come dell'essenza duplicata e ancora del tutto impigliata nella contraddizione. Assistiamo così alla lotta contro un nemico, contro cui la vittoria è piuttosto una sottomissione: aver raggiunto un contrario significa piuttosto smarrirlo nel suo contrario.
    “No non lo sapevo cosa fosse! Grazie per avermelo detto così ho imparato una  cosa nuova! Magari la prossima volta inserisco questa definizione negli appunti di arte”. Mary Rosary Cow disse, sorridente come sempre.

    “Nessun problema ho inventato una nuova sostanza chimica in grado di pulire istantaneamente le scritte sui muri”
    “Bene Cow -disse Land- applichiamola allora”.
    Fu così che la scritta scomparì. 

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