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    November 26

    Ucronia

    L'ucronìa (anche detta storia alternativa, allostoria o fantastoria) è un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale. Indica la narrazione letteraria, grafica o cinematografica di quel che sarebbe potuto succedere se un preciso avvenimento storico fosse andato diversamente. È ucronìa chiedersi, ad esempio, cosa sarebbe successo in Europa, se l'Impero romano fosse sopravvissuto fino ai nostri giorni, se l'Impero bizantino non avesse subito l'invasione islamica, se la Rivoluzione Francese non fosse scoppiata, se Napoleone avesse vinto a Waterloo, se l'andamento della Grande guerra fosse stato diverso, se Hitler avesse vinto la seconda guerra mondiale.

    La mia è un ucronia simmetrica. Ho rinarrato le imprese dell'Imperatore Eraclio cambiando la sua nazionalità (da romano-orientale/bizantina a romano-occidentale), collocandole in Italia invece che in Persia e mettendo come nemici i Longobardi al posto dei Persiani Sasanidi. Le parti in rosso nel testo sono quelle in cui la timeline ucronica diverge da quella reale, mentre i fatti narrati nelle frasi non in rosso sono realmente accaduti. 
     

    UCRONIA - ERACLIO IN ITALIA CONTRO I LONGOBARDI

     

    597

    In quest'anno, o forse in quello precedente, l'Imperatore Maurizio, ammalatosi gravemente scrisse il proprio testamento in cui dichiarava di voler dividere alla sua morte l'Impero in due parti: in una parte occidentale con capitale Roma (che sarebbe stata governata dal figlio Tiberio) e in una parte orientale con capitale Costantinopoli (governata dal primogenito Teodosio). In Italia morì l'esarca Romano; gli successe Callinico. Muore Maurizio: l’Impero è diviso in due parti come stabilito dal testamento di Maurizio.

    598

    In quest’anno Tiberio III, il nuovo Imperatore romano d’Occidente, arrivò a Roma, la sua nuova capitale. Nel frattempo i Longobardi sbarcarono in Sardegna, sbarco che non ebbe molto successo, dato che i Romani mantennero il possesso dell'isola.

    599

    venne finalmente firmata la tregua tra Romani e Longobardi. In quest'occasione Agilulfo ringraziò il Papa per la pace accordata, e gli promise che né lui né i suoi duchi l'avrebbero violata. Da una lettera di Gregorio a Teodoro, curatore di Ravenna, sembra che il duca di Spoleto era restio ad accettare la pace ed era disposto a concederla solo a condizione che i Romani non facessero nessuna ingiustizia o affronto nei confronti dei Longobardi e che non aggredissero il ducato di Benevento. La pace durò fino al marzo 601.

    600

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    601

    Rotto il trattato di pace tra Romani e Longobardi.  Truppe romane fanno prigionieri il genero di Agilulfo e la di lui moglie, e li conducono a Ravenna. Agilulfo, arrabbiato, assediò e rase al suolo Padova, mentre il duca di Spoleto era intenzionato ad attaccare Roma e Ravenna, affinché non potessero inviare soccorsi a Padova. Il duca di Spoleto sconfisse i Romani a Camerino.

    602

    I Longobardi invasero l’Istria ed espugnavano Monselice. Tiberio III sostituisce Callinico con Smaragdo.

    603

    Agilulfo si autoproclamò Re d’Italia, volendo cacciare i Romani dalla penisola italica. Agilulfo assediò e rase al suolo Cremona. Poi espugnò Mantova. Tiberio III nel frattempo cercava la pace ma Agilulfo era troppo arrabbiato e voleva la distruzione dell’Impero romano.

     

    604-606

    I Longobardi conquistano due città della Toscana, Bagnarea e Orvieto.

     

    607-608

    Tiberio III con una serie di provvedimenti si aliena le simpatie del popolo e scoppiò una rivolta, capeggiata da Eraclio, esarca d’Africa.

     

    610

    Eraclio entra a Roma trionfante e rovescia Tiberio III. Eraclio Imperatore Romano d’Occidente. La Guerra Longobarda continua, nonostante i tentativi di pace di Eraclio, perché il re nemico non voleva venire a patti con un usurpatore.

     

    611

    Gli Slavi invadono l’Istria. La Liguria cade sotto il dominio longobardo.

     

    612

    Muore Eudocia, moglie di Eraclio. Inizia la controffensiva romana. I Romani tentano di riconquistare Mantova ma subiscono ivi una disfatta.

     

    613

    Il Duca di Benevento, dopo un assedio di tre anni, espugna Capua e molte città della Calabria. Il Duca di Spoleto aggredisce il “corridoio romano” che collega il Lazio con l’Emilia.

     

    614

    Con l’Italia rovinata dalla guerra si ebbe una congiura contro l’esarca di Ravenna che venne ucciso. Eraclio lo sostituì con Eleuterio. Cadevano intanto le prime città nel Corridoio Romano sotto il giogo dei Longobardi.

    615

    Scoppia a Napoli una rivolta a Napoli e il duca di quella città, Giovanni Consino, si rese indipendente da Roma. Eleuterio si recò a Napoli con un esercito e lo accoppò. Nel frattempo, approfittando della ribellione, i Longobardi completarono la conquista del Corridoio. Muore Agilulfo, il suo successore continua la guerra con l’Impero Romano.

     

    616

    Eleuterio va allora ad affrontare i Longobardi e ottiene qualche successo, riconquistando alcune città del corridoio. Nel frattempo il Ducato di Benevento espugna Taranto, Bari e Reggio Calabria.

     

    617

    Dopo una strenua resistenza, Napoli cadde sotto il giogo longobardo. Eleuterio completa la riconquista del corridoio. Otranto e Crotone vengono conquistate dai Longobardi.

     

    618

    Eleuterio riconquista Napoli. I Longobardi completano la conquista della Puglia. Eraclio visto che le cose andavano male decide di scappare a Cartagine ma viene fermato dal Papa che gli fa promettere che non sarebbe scappato di fronte al nemico.

     

    619

    Mentre l’Impero era sull’orlo del collasso, Eraclio non faceva nulla per impedire la sua rovina: egli “era lo schiavo dell’accidia, dei piaceri e della superstizione, l’indifferente e impotente spettatore delle calamità pubbliche”. Eleuterio, volendo diventare Imperatore, si rivolta e si dirige verso Roma ma viene ucciso da uno dei suoi soldati inneggiante al nome di Eraclio.

     

    620

    Senza Eleuterio a contrastarli, i Longobardi hanno via libera. Il Ducato di Spoleto riconquista il Corridoio Romano, mentre il Ducato di Benevento riconquista Napoli e completa la conquista della Calabria.

     

    621

    Dopo un anno di assedio cade Ravenna; l’Esarca viene trucidato. L’Impero romano in Italia e ridotto al Lazio e alle isole. Eraclio inizia i preparativi per la riscossa chiedendo prestiti alla Chiesa e costruendo un vittorioso esercito.

     

    622

    Il giorno di Pasqua, Eraclio parte da Roma e fa sostare l’esercito a Tivoli, dove insegna ai soldati le arti del combattimento e li incita a combattere con tutte le loro forze il nemico. Dopodiché l’esercito di Eraclio si dirige verso Capua.

     

    623

    Un esercito longobardo tentò di fermare l’avanzata romana ma venne sgominato presso Capua, che venne conquistata. L’Imperatore fu però costretto a interrompere la spedizione e a tornare a Roma per stringere una tregua con i Visigoti di Spagna, che stavano conquistando tutte le città della Spagna rimaste romane.

     

    624

    Eraclio riprende la spedizione contro i Longobardi. Conquista Napoli e molte città della Calabria. A Napoli un esercito comandato dal duca di Benevento stesso scappa non appena vede arrivare l’esercito di Eraclio. Arriva l’inverno ed Eraclio decide di svernare in Campania.

     

    625

    Eraclio minaccia Benevento, la capitale del Ducato di Benevento. Tre eserciti, comandati rispettivamente dal Re dei Longobardi, dal Duca di Spoleto e dal Duca di Benevento, si uniscono per fermare Eraclio ma tutti e tre vengono sconfitti. Eraclio assedia Benevento; il Duca di Benevento oppone una strenua resistenza ma la città alla fine cade e il Duca di Benevento riesce a fuggire ma… nudo!!! L’intero Sud Italia torna in mano romana.

     

    626

    Eraclio risale la Puglia e conquista le città del Corridoio Romano. Presso un fiume, affronta il Duca di Spoleto e lo vince anche se subisce molte perdite e decide di tornare indietro a reclutare nuove truppe. Durante la battaglia Eraclio sconfigge un gigante longobardo. Nel frattempo il Re dei Longobardi si allea con gli Avari ed insieme assediano Roma ma la città, grazie alla solidità delle mura e all’invio di 11.000 truppe ad opera di Eraclio a difesa della capitale, resiste e l’assedio viene tolto. Nel frattempo Eraclio conquista la Toscana e stringe un alleanza con i Franchi promettendo la mano di sua figlia al loro Re.

     

    627

    Eraclio manda un contingente a conquistare la Liguria mentre i Franchi invadono e conquistano il Piemonte, poi si dirige verso Ravenna. Qui il 12 dicembre 627 sconfigge nella Battaglia di Ravenna l’esercito longobardo. Ravenna e l’intera Emilia è riconquistata.

     

    628

    L’Imperatore decide quindi di dirigersi verso Pavia, la capitale del Regno Longobardo ma il re longobardo implora pietà e Eraclio decide di concedergli la pace:

    Condizioni:

    1.      Il Ducato di Spoleto cederà  un terzo del suo territorio a Roma e diventerà vassallo dei Romani.

    2.      I Longobardi cederanno ai Romani, oltre ai territori occupati nella prima fase della guerra, anche la Toscana e alcune città dell’Emilia.

    3.      I Longobardi cederanno ai Franchi metà del Piemonte.

    4.      Il Ducato di Benevento viene annesso all’Impero romano.

    La pace viene accettata.


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